Dai rifiuti al biometano:
il progetto del circolo virtuoso di Hera

Dove
Sant'Agata Bolognese (BO)
Chi
Hera
Inizio Progetto
2017

Da rifiuto organico a biometano, che arriverà direttamente nelle case tramite le reti di distribuzione del gas. Il progetto di Hera consiste nella produzione di gas metano da fonte rinnovabile, ovvero dalla biodegradazione anaerobica della frazione organica dei rifiuti differenziati, in un nuovo impianto realizzato secondo le migliori tecnologie previste dalla Unione Europea e con un investimento da 30 milioni di euro, a Sant’Agata Bolognese (BO).

L’impegno Hera per la sostenibilità e la circolarità

Il Gruppo Hera è una delle maggiori multiutility italiane e opera nei settori ambiente, idrico ed energia, perseguendo obiettivi di sostenibilità. I comuni serviti sono oltre 350, localizzati prevalentemente in Emilia-Romagna, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Marche, Toscana e Abruzzo. Per Hera creare valore condiviso vuol dire guardare lontano, coniugando obiettivi di business e di sostenibilità, per anticipare il cambiamento in favore di stakeholder, ambiente e generazioni future. L’economia circolare è uno dei principali ambiti di sviluppo del Gruppo, nel quale crea valore condiviso. L’apporto di Hera nella transizione verso un’economia più circolare è sia nel ciclo delle materie non rinnovabili (tecnico) sia in quello delle risorse rinnovabili (biologico).

Nel ciclo tecnico Hera è impegnata:

  • nel riciclo attraverso la crescita della raccolta differenziata dei rifiuti nel territorio servito, che si completa con l’ingresso nel settore del riciclo della plastica attraverso l’acquisizione di Aliplast (100mila ton di plastica riciclata nel 2017);
  • nel riuso attraverso numerose iniziative di riduzione dei rifiuti con importanti benefici sociali (Scart, Cambia il finale, Ciboamico e Farmacoamico tra le principali).

Nel ciclo biologico Hera è impegnata:

  • nella produzione di energia rinnovabile e di compost di qualità dalla raccolta differenziata dell’organico attraverso impianti di biodigestione anaerobica e la realizzazione di una bioraffineria che dalla fine del 2018 produrrà biometano utilizzabile anche per autotrazione (30 mil di euro di investimento).
  • nella realizzazione di progetti sperimentali per la produzione di energia rinnovabile dalle potature e dai fanghi prodotti nel processo di depurazione delle acque reflue.

SCHEDA TECNICA

Produzione e raffinazione di biogas: l’impianto di Sant’Agata Bolognese

Dalla raccolta differenziata dell'organico al biometano. Un circuito virtuoso che parte dalle famiglie e ritorna ai cittadini, sarà possibile grazie al nuovo impianto che l’azienda realizzerà a S. Agata Bolognese entro il 2018, la prima multiutility in Italia a farlo.

Un investimento di 30 milioni di euro che consentirà ogni anno la produzione, a regime, di 20.000 tonnellate di fertilizzante naturale di alta qualità e 7,5 milioni di metri cubi di biometano, combustibile rinnovabile al 100%. Migliorando l’impronta di carbonio del Gruppo e del territorio.

Già da anni Hera produce biogas, attraverso i biodigestori e le discariche, per produrre energia elettrica; ora, con il nuovo progetto in attivazione presso l’impianto di compostaggio di Sant’Agata Bolognese, il salto è quello di raffinarlo per farne biometano come quello che scorre nei tubi di casa. L’impianto impiegherà la parte organica del rifiuto urbano differenziato come materia prima per ottenere biometano e potrà diventare anche carburante per i veicoli a metano per il trasporto pubblico locale.

Si tratta di un progetto di riconversione e ammodernamento che interviene su un sito esistente in cui da molti anni è presente e operativo un impianto autorizzato per quantità maggiori rispetto a quelle ora previste a regime (si passerà da 150.000 a 135.000 tonnellate annue, con conseguente riduzione del traffico veicolare) e che tratterà esclusivamente rifiuti provenienti dalla raccolta differenziata. In precedenza nel sito venivano conferiti rifiuti indifferenziati per essere trattati e smaltiti nell’attigua discarica. Una volta esaurita quest’ultima, Herambiente, in coerenza con gli obiettivi dell’economia circolare, ha scelto di non ampliarla, pur essendo già in possesso dell’autorizzazione e previsto dalla pianificazione provinciale. I macchinari e le lavorazioni del nuovo impianto saranno al chiuso nei fabbricati, e ciò consentirà di ridurre al minimo l’impatto acustico e odorigeno verso l’esterno. È previsto anche il potenziamento del sistema di trattamento dell’aria dell’attuale impianto di compostaggio per abbattere gli odori prodotti dalle fasi di lavorazione del materiale. La sezione di compostaggio sarà svolta in celle, realizzate internamente ai fabbricati, chiuse e aspirate una a una. Le arie esauste aspirate saranno avviate a un sistema di deodorizzazione costituito da biofiltri e dall’unità di lavaggio ad acqua (scrubber), una tecnologia già utilizzata nel nord Europa in impianti analoghi. Inoltre sarà realizzato un locale filtro, denominato avanfossa, in corrispondenza dell’area di conferimento e stoccaggio rifiuti, che avrà la funzione di isolare ulteriormente l’area di scarico e stoccaggio del rifiuto in ingresso dall’ambiente.

Il processo di biodigestione:

Nel nuovo impianto di S. Agata Bolognese i rifiuti organici saranno soggetti a un processo di biodigestione anaerobica per la produzione di biogas. In sostanza il rifiuto organico, triturato e vagliato, rimarrà per circa 21 giorni in 4 digestori orizzontali, chiusi ermeticamente, dove idonei microrganismi compiranno il processo di digestione producendo biogas, costituito da metano e anidride carbonica, che verrà sottoposto a una operazione di “upgrading” (purificazione).

La separazione dell’anidride carbonica (“upgrading”) avviene in questo caso attraverso la tecnologia del cosiddetto “Water Scrubbing” ovvero il lavaggio ad acqua, un processo di assorbimento di tipo fisico che sfrutta la diversa solubilità in acqua dei componenti presenti nel flusso di biogas grezzo. Il biogas viene posto a contatto con una corrente liquida di acqua pressurizzata e poiché la solubilità della CO2 in acqua è molto superiore di quella del metano, la CO2 viene assorbita mentre il CH4 resta per la maggior parte nella fase gassosa. Si otterrà quindi biometano, un gas con una percentuale di metano superiore al 95% ed un potere calorifico maggiore rispetto quello del biogas grezzo. Al termine del processo di digestione, alla parte solida organica in uscita verrà aggiunto materiale lignocellulosico per ottenere una massa compatta che sarà avviata a una fase di compostaggio da cui si ricaverà compost di qualità, utilizzabile come terriccio per vasi o fertilizzante in agricoltura.

Da 135.000 t di rifiuti a 20.000 t di compost e 7,5 mln di m3 di biometano

Nell’impianto biometano di S. Agata Bolognese si avvierà quindi un processo con grandi potenzialità: grazie all’implementazione delle nuove e migliori tecnologie di digestione anaerobica (la svizzera Kompogas) e up-grading (la svedese Malmberg) si produrrà biometano senza rinunciare al recupero di materia con la produzione di compost per agricoltura. Da 100.000 tonnellate annue di rifiuti organici della raccolta differenziata, a cui si sommeranno 35.000 tonnellate dalla raccolta di verde e potature, sarà possibile ricavare a regime 20.000 tonnellate di compost e 7,5 milioni di metri cubi di biometano, evitando un utilizzo di combustibile fossile pari a oltre 6.000 tonnellate equivalenti di petrolio annue pari a 14.600 tonnellate di CO2 evitate. Il biometano potrà così diventare carburante per i veicoli a metano e per il trasporto pubblico locale, grazie a partnership con aziende di trasporto pubblico locale e i cittadini potranno muoversi su automezzi totalmente alimentati dal nuovo combustibile green. Si tratta di un'iniziativa quindi che, se replicata, può rappresentare un contributo importante per la strategia energetica nazionale e per il raggiungimento dei target europei del 20-20-20.

Tale progetto è stato inserito tra le best practice nel report SDG Industry Matrix pubblicato dal Global Compact e da KPMG nel 2017 che riporta le opportunità di business collegate agli obiettivi dell’Agenda ONU 2030.


VANTAGGI ECONOMICI

La produzione di biometano e compost da rifiuti permetterà di risparmiare sull’acquisto di combustibili fossili e fertilizzanti chimici e sul loro trasporto. Il biometano, inoltre, è incentivato tramite il meccanismo dei Certificati di Immissione in Consumo, incentivi definiti da nuovo decreto biometano D.M. 2 marzo 2018.

VANTAGGI AMBIENTALI

Il progetto di Hera permetterà, oltre al recupero di grandi quantitativi di rifiuti, anche la produzione di energia rinnovabile che eviterà l’utilizzo di 6.000 tonnellate di petrolio equivalenti all’anno e la conseguente diminuzione di emissioni di gas serra. Il nuovo impianto inoltre è stato realizzato all’interno del sito di compostaggio già presente e attivo, senza alcun consumo ulteriore di suolo.

Risultati su base annua

Materia recuperata

135.000 t

Petrolio risparmiato

6.000 tep

Emissioni di gas serra evitate

14.600 t CO2eq

Risorse Utili

link al progetto
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