Il recupero dell'organico e la produzione di biometano
nel nuovo impianto di A2A Ambiente

Dove
Giussago - Lacchiarella
Chi
A2A Ambiente
Inizio Progetto
2016

Il progetto prevede la realizzazione di un impianto integrato di trattamento e recupero della frazione organica dei rifiuti da raccolta differenziata e produzione di biometano presso il Centro Integrato di Giussago (PV) - Lacchiarella (MI), in località Cascina Maggiore. Con una capacità di trattamento di 100.000 t/a, l’impianto di A2A Ambiente, che entrerà in funzione nel corso del 2022, sarà finalizzato alla produzione di compost di qualità, per usi agricoli e florovivaistici, e di biometano.

A2A

A2A si occupa di energia, acqua e ambiente, grazie all’uso circolare delle risorse naturali, prendendosi cura delle condizioni necessarie alla vita e alla sua qualità.

Quotata alla Borsa italiana, con oltre 12.000 dipendenti, A2A è leader in Italia nel settore ambientale, dalla raccolta differenziata alla gestione integrata dei rifiuti fino al recupero di materia ed energia, secondo un modello di economia circolare che permette di trasformare i rifiuti in risorse.

Con un piano strategico a 10 anni in cui la sostenibilità indirizza la strategia, A2A prevede 16 miliardi di euro di investimenti al 2030 dedicati allo sviluppo dell’economia circolare e alla transizione energetica, per dare un concreto contributo alla realizzazione di 11 dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 ONU.

A2A Ambiente

La Business Unit Ambiente di A2A è attiva lungo la catena del valore del trattamento dei rifiuti urbani ed industriali finalizzato al recupero di materia ed energia. Nel corso degli ultimi anni ha ulteriormente focalizzato il suo impegno in questo ambito attraverso investimenti volti a colmare il forte gap infrastrutturale del Paese sia nel recupero di materia sia nella valorizzazione energetica degli scarti residuali.

La Business Unit Ambiente opera nell’economia circolare con una dotazione di impianti all’avanguardia dedicati alla selezione dei rifiuti derivanti da raccolta differenziata e diretti al recupero di materia, tra i quali l’impianto di recupero del vetro di Asti, gli impianti per la selezione delle plastiche di Cavaglià e Muggiano, quelli della selezione della carta, quelli del recupero delle terre di spazzamento stradale o del trattamento del verde.

La frazione organica dei rifiuti urbani

La frazione organica dei rifiuti solidi urbani (FORSU), frazione merceologica preminente del rifiuto urbano, svolge un ruolo chiave per il raggiungimento degli ambiziosi obiettivi normativi di raccolta differenziata e recupero definiti dalla Commissione Europea.

Il suo recupero è tradizionalmente affidato a impianti di compostaggio che producono, a partire dal rifiuto organico in ingresso, fertilizzanti organici impiegati in agricoltura.

Nell’ultimo decennio a questa tipologia si sono affiancati gli impianti integrati di digestione anaerobica e compostaggio, che abbinano il recupero di materia al recupero di energia, con la produzione di compost e biometano. Quest’ultimo prodotto contribuisce al raggiungimento della quota nazionale di immissione al consumo di biocarburanti richiesta all’Italia dalla Comunità Europea.

Il CIC (Consorzio Italiano Compostatori) ha calcolato che in uno scenario di raccolta differenziata della frazione umida pienamente sviluppato, se tutta la FORSU fosse trasformata in biometano se ne produrrebbero 675 milioni di Nm3 all’anno, quantità sufficiente ad esempio per alimentare l’intera flotta di veicoli dedicati alla raccolta differenziata dei rifiuti urbani.

La digestione anaerobica della frazione umida acquisisce, quindi, nel quadro complessivo della gestione dei rifiuti urbani, un ruolo strategico perché perfettamente in accordo con l’approccio “green e circolare” su cui l’Europa sta improntando le proprie politiche di sviluppo sostenibile.

La realizzazione di un nuovo impianto di trattamento e recupero della FORSU, con una capacità di 100 k t/a, si inserisce all’interno del contesto descritto e si pone come strumento efficace per il raggiungimento degli obiettivi nazionali di recupero e per l’aumento della quota di energie rinnovabili.

SCHEDA TECNICA

Il nuovo impianto di trattamento della FORSU

Il Piano industriale di A2A è particolarmente centrato sul recupero di materia dai rifiuti, in piena adesione ai principi di economia circolare e della sostenibilità. Operando nel rispetto della normativa locale vigente, l’attività di progettazione di A2A Ambiente è stata guidata dall’obiettivo di massimizzare la valorizzazione della frazione organica in ingresso all’impianto, attraverso la produzione di compost e di biometano.

Il nuovo impianto di trattamento e recupero della FORSU di A2A, con una capacità di 100.000 t/a, riceverà FORSU (rifiuti biodegradabili di cucine e mense) e rifiuti verdi (sfalci e potature) che verranno sottoposti alle seguenti fasi di trattamento:

  1. Ricezione e pretrattamento meccanico della miscela di rifiuti in ingresso: viene separato il materiale più grossolano e quello di scarto (sacchetti e materiale plastico), ottenendo così una miscela omogenea, l’ingestato, pronta per il successivo trattamento.                                
  2. Digestione anaerobica: l’ingestato viene inviato ai digestori in cui avviene il processo di degradazione anaerobica delle componenti biodegradabili dei rifiuti. L’uscita del processo è costituita dal digestato, materiale organico esausto (in cui le reazioni anaerobiche di ‘digestione’ si sono esaurite) e dal biogas (miscela gassosa costituita principalmente dal metano e anidride carbonica).
  3. Compostaggio aerobico: il digestato ottenuto viene trasformato in compost attraverso le sezioni di trattamento aerobico (fase ACT) in aree chiuse, di raffinazione e di pulizia. Il compost di qualità ottenuto, pari a ca 20.000 t/a, è destinabile ad agricoltura.
  4. Trattamento del biogas: il biogas ottenuto dal processo di digestione anaerobica è un gas ad alto contenuto energetico, che viene raffinato tramite un processo di upgrading per separare l’anidride carbonica (biogenica) ed ottenere ca 9.000.000 Sm3 all’anno di biometano, utile per l’immissione in rete.

Il ciclo si completa con il recupero energetico degli scarti non compostabili e l’invio dei liquidi generati dai vari processi (percolati) a trattamento in impianti di depurazione.

Particolare attenzione nella progettazione è stata posta al fine di annullare gli impatti odorigeni, facendo in modo che il processo in fase ACT avvenga all’interno di un capannone chiuso, tenuto in leggera depressione in modo da impedire la fuoriuscita di odori.

Inoltre, il potenziale impatto visivo prodotto dal nuovo impianto sarà mitigato dall’inserimento di un’area verde, densamente piantumata, e di un’area umida, con un alto grado di naturalità, che garantiranno il mascheramento dall’esterno.

Infine, sui tetti dei capannoni saranno installati pannelli fotovoltaici per una potenza di picco di quasi 1,3 MW, che produrranno parte dell’energia elettrica utilizzata dall’impianto.

Il biometano da FORSU

Il biometano derivante dalla digestione anaerobica della FORSU costituisce una fonte di energia rinnovabile ed è a tutti gli effetti uguale al gas naturale (metano), da un punto di vista sia fisico che chimico. Esso può essere pertanto utilizzato per tutte le applicazioni per cui viene oggi impiegato il gas naturale: può quindi essere immesso nella rete di distribuzione nazionale, per essere poi destinato ai diversi utilizzatori.

Inoltre, il compost prodotto dal trattamento aerobico è impiegato principalmente in agricoltura, in sostituzione dei fertilizzanti chimici.


VANTAGGI ECONOMICI

La realizzazione dell’impianto prevede un investimento complessivo di oltre 46 milioni di euro e l’assunzione di quindici risorse, oltre a creare un indotto con ricadute dirette sul territorio, per servizi manutentivi e attività specialistiche.

VANTAGGI AMBIENTALI

Chiusura del ciclo di valorizzazione del rifiuto organico in ottica di economia circolare e sostenibilità, che permette la produzione di compost di qualità per usi agricoli e florovivaistici in sostituzione dei fertilizzanti chimici; produzione di biometano adatto all’immissione in rete in sostituzione del metano di origine fossile.

Risultati

Compost di qualità prodotto

20.000 t/a

Biometano prodotto

9 MSm3

Emissioni evitate

13.000 tCO2eq/a

*Risparmi annuali dopo l'entrata in funzione dell'impianto

Risorse Utili

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