L’azienda lombarda Armadio Verde è nata nel 2011 come applicazione del principio di condivisione dell’Economia circolare. Il loro sito utilizza la strategia dello sharing per il settore abbigliamento, per donna e bambino dove il ricambio dei capi di abbigliamento è una necessità continua, per garantire un risparmio alle famiglie e benefici all’ambiente.
Il recupero e la valorizzazione dell’abbigliamento sono temi di importanza internazionale, si stima infatti che in Europa solo il 20% di tutto l’abbigliamento usato venga recuperato, mentre il restante 80% è destinato allo smaltimento in discarica o alla valorizzazione energetica. La maggioranza dei capi inoltre, come dimostrato da diversi studi e ricerche internazionali, vengono indossati pochissime volte e, spesso, si arriva a disfarsi di vestiti ancora in ottimo stato perché non piacciono più o la moda è cambiata.
In questo contesto si inserisce l’attività di Armadio Verde che, contribuendo all’allungamento del ciclo di vita degli abiti, riduce la produzione di rifiuti e recupera risorse materiche con benefici ambientali.
L'idea alla base dell’azienda è nata da due coniugi milanesi quando si sono resi conto che gli abiti dei bambini rimangono spesso come nuovi e possono quindi essere scambiati tra genitori, per evitare sprechi e risparmiare denaro. Inizialmente aprirono una serie di negozi a Milano, ma decisero poi di autofinanziarsi con 100mila euro per portare tutto il business online e permettere all’intero territorio nazionale di usufruire del servizio.
Armadio Verde è stata così una tra le prime aziende in Italia, nel settore abbigliamento, ad adottare un modello di condivisione e scambio seguendo il principio della “sharing economy”(economia della condivisione, promuove forme di consumo più consapevoli basate sul riutilizzo) e trasformando un problema in opportunità economica, con benefici ambientali per il sistema ed economici per le famiglie.
La start-up ha conquistato fin da subito la fiducia di molti finanziatori che hanno investito nell’azienda permettendole di espandersi anche ai capi di abbigliamento da donna e portando i capi scambiati da 9.000 nel 2015 a più di 100.000 nel 2017.Il settore dei capi da donna ha sperimentato una rapida crescita infatti, sebbene sia stato introdotto successivamente, rappresenta ad oggi già il 50% delle vendite.
Il funzionamento del servizio è molto semplice e permette, dopo l’iscrizione al sito, di inviare i propri vestiti non più indossati. Lo staff di Armadio Verde provvede a verificare le condizioni degli abiti ricevuti, assegnando un’etichetta con le informazioni sulla marca, la taglia e la composizione. Successivamente, se valutati idonei, gli abiti vengono fotografati e valutati assegnando dei crediti in stelline che funzioneranno sul sito come moneta di scambio. La scelta di un nuovo vestito avviene direttamente online nel sito di Armadio Verde, all’interno di un catalogo che contiene circa 50.000 capi differenti, aggiornati quotidianamente (pubblicati quasi 1000 al giorno). Ulteriore incentivo allo scambio è la mancanza di spese di spedizione che sono a carico di Armadio Verde.
I vestiti che non vengono condivisi nella piattaforma a causa di piccoli difetti (attualmente tra gli 800 e i 1000 capi al giorno, 21,9 tonnellate per il solo 2017), vengono donati da Armadio Verde in beneficienza, grazie alla partnership con l’associazione Humana.
Per una maggiore attenzione verso l’ambiente, l’azienda invita i propri clienti ad utilizzare comuni scatole di cartone. È stato inoltre introdotto un packaging in cartone riciclato per le spedizioni degli acquisti al cui interno si trova un invito a riutilizzarlo per mandare altri vestiti da scambiare.
Anche le consegne vengono ottimizzate, infatti la piattaforma permette di acquistare ritardando la spedizione, dando così la possibilità di accumulare più acquisti in una sola volta limitando al minimo l’utilizzo dei corrieri.
Le quantità di vestiti scambiati sulla piattaforma di Armadio Verde sono andate aumentando negli anni garantendo un beneficio ambientale pari al risparmio delle materie recuperate.
Le quantità di vestiti scambiati sulla piattaforma di Armadio Verde sono andate aumentando negli anni garantendo un beneficio ambientale pari al risparmio delle materie recuperate.
Occorre tenere conto anche del tipo di materiale recuperato. Gli abiti presenti sul catalogo di Armadio verde, soprattutto quelli per bambini, sono realizzati per il 70% circa in cotone il cui processo di coltivazione e lavorazione, ha un elevato impatto ambientale; il riutilizzo di questi capi e la mancata produzione del cotone necessario a produrne di nuovi rappresenta un ulteriore vantaggio a tutela dell’ambiente. Il restante 30% dell’offerta di Armadio Verde è composto principalmente da 10% poliestere, 4% nylon, 3% velluto, 2% lana ed altri materiali come viscosa, ciniglia, cachemire, elastam, lino, seta, etc.
I vantaggi ambientali inoltre, possono essere quantificati in termini di risparmi di risorse idriche e di consumi evitati di pesticidi e fertilizzanti. Nella successiva tabella sono riassunti alcuni dati significativi.
Dal 2015 a giugno 2018 grazie al servizio di Armadio Verde, sono stati risparmiati: |
107,6 |
t di CO2 |
179,4 |
M di Litri d'acqua |
|
|
5980 |
Kg di Pesticidi |
|
8970 |
Kg di Fertilizzanti |
come |
|
|
L'acqua che una persona usa in media per |
2242500 |
bagni |
L'acqua che una persona usa in media per |
7176000 |
docce |
Irrigare |
538 |
campi da calcio |
Irrigare |
90 |
campi da golf |
Il consumo annuale d'Acqua di un comune di |
10000 |
persone |
CO2 per Produrre |
14946 |
T-shirt |
|
22940 |
Kg di Riso |
|
406 |
Laptop |
|
3226 |
Paia di Jeans |
|
1562 |
Biciclette |
Utilizzare abbastanza fertilizzante per produrre |
29750 |
mele |
Utilizzare abbastanza pesticidi per bonificare |
5 |
campi da golf |
(*) a cui aggiungere le tonnellate di vestiti donati in beneficienza